Balbuzie o disfluenza:
come smettere di balbettare

La logopedia è la soluzione per lavorare sulla balbuzie: scopri come lavoriamo

Innanzitutto, per iniziare un breve percorso di conoscenza reciproca, chiediamo al bambino (o al genitore), di completare test e questionari nei queli si analizzano sia le componenti somatiche che quelle emotive, per approfondire l’impatto che la balbuzie ha sulla quotidianità del bambino.

Poi, a seguito della valutazione, verrà redatto un bilancio e, se ritenuto opportuno, verrà intrapreso un trattamento della balbuzie.

Non si tratta di un puro intervento “riabilitativo”: riteniamo sia sempre fondamentale la collaborazione con la famiglia e la scuola, soprattutto per sostenere gli aspetti psico-emotivi della balbuzie.

Con disfluenza, o balbuzie, si intende un’alterazione della fluenza verbale, una modificazione del fluire armonico dell’articolazione.

I sintomi somatici possono presentare, anche in una stessa parola:

  • Ripetizioni di suoni o sillabe (es. p-p-palla o pa-pa-palla)
  • Prolungamenti di consonanti o vocali (es. paaaaaaalla)
  • Ripetizione di parole, soprattutto se monosillabiche (es. la-la-la-la palla)
  • Blocchi e pause involontarie che alterano il normale fluire delle parole
  • Pause o interruzioni all’interno di una parola (es. pa—–lla)
  • Circonlocuzioni, utilizzo di termini differenti, per evitare parole che il bambino riconosce come particolarmente difficoltose da pronunciare

È inoltre presente tensione, e una serie di alterazioni della sfera emozionale che interferiscono con la vita sociale, scolastica e relazionale.

I bambini possono presentare, durante lo sviluppo del linguaggio, occasionali e brevi ripetizioni di parole o sillabe, soprattutto se sono stanchi, agitati o emozionati, senza che vi sia consapevolezza. Se però i casi di balbuzie aumentano, superando il 3% del parlato, e si manifestano per più di 6 mesi, allora è importante rivolgersi ad uno specialista, che analizzerà la situazione e indirizzerà i genitori.

L’origine del disturbo può essere ricondotta a fattori psicolinguistici, psicosociali e/o fisiologici.

La balbuzie è un disturbo più frequente nei maschi che nelle femmine secondo il DSM IV.

Dopo l’esordio è possibile una remissione spontanea, ma una buona percentuale di disfluenze tende a stabilizzarsi o ad aggravarsi.

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